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ARTE INDIANA
La pittura Indiana debutta
nel III millenio a.c. nella valle degli
indios con le prime ceramiche della cultura
Harappa, pittura di stile ornamentale
e rappresentazioni di vita animale.
Larte Harappa non ha uno stile preciso
indiano infatti arriva fino al Tibet,
a Ceylan, in Cina ed anche in tutta lAsia
sud-est.
La pittura Indiana si afferma con ha tre
tematiche dominanti, pensieri di grandi
movimenti religiosi: il Brahamismo-induista,
il Buddismo e il Jainisme che integra
gli elementi di due altre grosse religioni.
Nella pittura è difficile la rappresentazione
figurata fino più o meno al VI
sec. a.c., mentre nel II sec. a.c. esistono
già opere scultoree disciplina
importantissima oltre che privileggiata
nellarte indiana.
Le prime pitture indiane si trovano nelle
caverne-santuarie di Ajanta (dal II sec.a.c.
al VII sec. dei nostri tempi), gli affreschi
di Aianta hanno come tema principale il
Budda ed i suoi insegnamenti, i colori
molto forti e vivaci e lesuberanza
nella sinuosità dei corpi si affermano
intutta larte indiana.
Molto importanti sono anche gli affreschi
della grotta di Ellora di Badami dove
predomina liconografia indiana e
le Ninfee celesti, figure a metà
corpo che sembrano emergere da nauges
e di Sigiryia nel Sri Laqnka.
Nel XI sec. si diffonde larte della
miniatura, seconda grande corrente nella
pittura indiana, dove in contrapposizione
alle rappresentazioni Buddiste ed Induiste,
la sensualità spesso erotica delle
immagini è testimone di una civiltà
che si spinge ad una raffinata esasperazione,
che porta quindi a motivi profani.
Dal XVI sec. la dominazione della Mongolia
(islamica) testiminia ancor più
la flessibilità indiana di assimilare
influenze straniere.
Le miniature indo-islamiche che hanno
come soggetto Budda e scene profane, sono
presenti nella pittura fino al XIX sec.
Gli affreschi nel Palazzo Cochin (Kérala)
e nel tempio di Lepakshi, e lempire
di Vijayanagar, illustrano soggetti di
mitologia india e la vita di Krishna.
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