REALISMO - Correnti

Il termine "Realismo" non si afferma prima del 1848. E’ una corrente francese, legata a quelle repubblicane e socialiste che portano ai movimenti rivoluzionari che sconvolgono l'Europa nella metà dell''800.
Nonostante il carattere nazionale di questo movimento, gli artisti del realismo, presentano una grande diversità di contenuti e di atteggiamenti, sia politici che sociali.
Le tendenze realistiche erano presenti soprattutto nei paesaggi di Corot, nell'opera dei pittori, dei veristi italiani e di Barbizon.
Quest'ultima è una vera e propria scuola. Raggruppa paesaggisti e pittori di animali, rispecchia il rifiuto della realtà urbana e l'adulazione per la natura incontaminata, rifiutando l'immaginazione romantica che esaspera le emozioni ed altera le sensazioni. Esiste una locanda: "Ganne" a Barbizon dove alloggiano alcuni pittori. Altri pittori hanno una propria abitazione, sempre immersa nella foresta di Fontainebleau.
Daumier è uno dei maggiori protagonisti del realismo, che per primo ed integralmente ha rispecchiato nella sua arte avvenimenti politici e sociali.
Altri grandi che in questo periodo rispecchiano una realtà paesaggistica del tutto nuova, sono: Edouard Bertin che dipinge in Italia nelle foreste di Fontainebleau ed anche in Grecia, Caruelle d'Aligny più ispirato dalle figura antiche viste elegantemente rigide, Théodore Rousseau, Michallon, Brascassat, Dupré e Daubigny, Caubert e Barye solo dal 1849, gli olandesi Potter e Berchem.
Questi pittori dipingono ignorati da tutti, fino a quando la riforma del Salon e la simpatia del governo provvisorio del 1848, permette loro di esporre le proprie opere.
Nessuno di questi pittori si afferma veramente come realista, anche se allontanandosi dagli schemi del Neoclassicismo e del Romanticismo, lo diventa in pratica.

   

 

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